C’era un tempo in cui ci si divertiva con poco, in cui stare insieme rappresentava già tutto. Bastavano pochi sassi, dei tappi, un pezzo di legno, un gesso, un po’ di fiato e tanta tantissima fantasia.

Molti giochi sono nati da un’idea buttata lì, sperimentata e affinata sul campo, un’idea collettiva che assumeva nomi e forme a seconda del luogo in cui veniva condivisa.

La bellezza dei giochi antichi risiede anche nella loro provenienza e nelle modifiche subite nel tempo. Greci, scandinavi o indiani, ad esempio, hanno influenzato il nostro svago con proposte ludiche che mai avremmo immaginato.

In rete si trovano numerose suggestioni riguardo ai giochi dimenticati, sfocati ricordi d’infanzia che piano piano assumono contorni definiti se trascritti a video o ripetuti dai piccoli del 2020.

La palla è sicuramente un evergreen. Quella di Feninde è un gioco di origine greca (i Greci chiamavano così il gioco con la palla!) che in qualche modo ha dato origine al calcio e al rugby. Due squadre e una palla. Questa deve passare dentro dei cerchi, ad esempio degli hula hop, appesi agli alberi (i templi non ci sono più!). Ovviamente il tutto tra i compagni della propria squadra. E se uno sbaglia o la palla tocca terra e se ne impossessano gli avversari, allora quel giocatore che ha lanciato esce dal gioco.

Fonte: http://www.pgsbellaria.com/blog/wp-content/uploads/2011/01/dalla-palla-alla-pallavolo-prima-parte.pdf

Tra i giochi dimenticati c’è anche lo scandorlino, una sorta di curling con i vasi da notte. Un cerchio piccolo tracciato sul ghiaccio e uno grande di almeno una ventina di metri, sono le cornici entro cui divertirsi. Si lancia un sasso nel cerchio piccolo e si prova a posizionare i propri pitali (tre per ciascuno e con dentro un po’ di ghiaccio per dare loro peso) il più vicino possibile al “boccino”. La cosa non è per niente semplice!

Dall’India arriva invece il carrom, detto anche biliardo da dita. Si gioca su tavole di legno di circa 75m che hanno 4 buche, una per oogni angolo e i bordi rialzati. Ogni giocatore ha a disposizione 21 pedine (9 nere, 9 bianche, 2 striker e 1 rossa). Si inizia con le pedine bianche e nere più la regina, disposte nel cerchio centrale. Il giocatore che viene sorteggiato per iniziare “spacca” questa disposizione cercando di imbucare le proprie pedine: i giocatore che ha iniziato ha le bianche e l’altro le nere.

Fonte: http://www.sedutocomodo.it/carrom/

Si possono colpire le pedine solo con lo striker, che deve essere toccato solo con un dito e deve essere posizionato sulla riga vicino alla propria postazione e non è possibile alzarsi dal tavolo. Il giocatore continua a lanciare finché imbuca le proprie pedine o la regina. La regina, la pedina rossa, può essere imbucata solo dopo avere imbucato prima una propria pedina, e deve essere confermata imbucando subito dopo un’altra pedina propria. Nel caso non si riuscisse a confermare la regina imbucando un’altra pedina propria, la regina va riposizionata al centro del tavolo.

La partita termina quando tutte le pedine sono state imbucate e la regina almeno una volta con necessaria conferma.

Le tradizioni sono una vera a propria ricchezza e noi lo sappiamo bene, perché è da diversi decenni che produciamo gustose merende per questi pomeriggi in compagnia e allegria.

Eleonora Ciambellotti

Fonti:                      www.giocodimenticato.it    www.wikipedia.it