“Non si può raccontare il Messico. Si deve credere nel Messico. Con passione, con rabbia, con totale abbandono…”, diceva Carlos Fuentes. Oggi il Nonno Pasticciere e le sue assistenti ripongono i loro zaini in un angolo e si abbandonano al racconto di due amici speciali, Emelia e Francesco di “Sentieri del Mondo Onlus“. Siete pronti ad essere catapultati in un viaggio ricco di emozioni?

 

“Nel 2005 quando ancora l”Associazione Sentieri del Mondo non esisteva, neppure nella nostra immaginazione, il Messico già mi aveva accolto con tutta la sua bonarietà e le montagne del Chiapas iniziavano ad essermi sempre più familiari. Durante l’anno trascorso nell”isolata Ocotepec, cittadina abitata dalla comunità indigena zoque, ebbi l”opportunità di occuparmi di tutto, ma tra i diversi impegni che riempivano la mia giornata ricordo con grande piacere ed emozione il progetto del “desayunador” (prima colazione), dove per cinque giorni a settimana servivamo la colazione a oltre 100 bambini dai 3 ai 12 anni.

Vedere i bambini in fila fuori la porta della missione fin dalle 6 e mezzo del mattino con il caldo, con il freddo, con la pioggia o con il vento, era un’emozione senza eguali. Tutti ordinati, composti, ognuno con un piccolo tronco di legno in mano, che era il corrispettivo richiesto per “pagare” la colazione, cosa molto facile da reperire per chi vive nella foresta, ma al tempo stesso un modo simpatico per far passare il messaggio che nessuno nella vita ti dà niente per niente!!!

 

Alle 7 in punto, tutti nel salone pronti a prendere con una mano una tazza fumante di caffè e latte e con l’altra una scodella con gli onnipresenti fagioli neri, uova strapazzate, riso o pasta e ben 5 tortillas di mais bianco a completare il tutto come un coperchio.

Tutti seduti intorno al tavolo con i maschietti che si affrettavano a finire il piatto per chiedere il bis e le bambine preoccupate di far mangiare nel miglior modo possibile i loro fratellini.

Tre persone, io in sala e le altre due in cucina, riuscivano a ripetere questo miracolo ogni giorno.

La preparazione della desayuno iniziava il giorno prima mettendo a bagno i fagioli, che poi l”indomani venivano bolliti. In seguito in due mega pentoloni, facevamo bollire litri e litri di acqua, in uno aggiungevamo il caffè macinato e nell’altro il latte in polvere, l’unico tipo di latte utilizzato a queste latitudini, perchè si conserva più a lungo ed è facile da trasportare. Pasta o riso sono preparati allo stesso modo, portando a temperatura l’olio e friggendo per bene, poi un po’ alla volta si aggiunge l’acqua fino a ottenere la giusta cottura. Mentre per le uova, la fatica principale era soprattutto aprirle, almeno cinquanta ogni mattina!”.

“Fatiche ripagate dai sorrisi di tutti i bambini…” sussurra emozionato il Nonno Pasticciere che può riempire la sua preziosa ampolla di un dolce e indimenticabile momento!

Buen provecho!

Manuela Piccioni Eleonora Ciambellotti