La Festa della Mamma è da poco passata, ma il Nonno Pasticciere continua i suoi viaggi sulla scia del “profumo” dolce e delicato che questa ricorrenza gli suggerisce. Così, oggi, alla ricerca di essenze inconfondibili e fragranze che cerca di ricreare nel suo laboratorio, varca con il suo zaino il cancello del Roseto comunale di Roma, a due passi dal Circo Massimo, istituito nel 1931.

Ad attenderlo 1100 specie di rose, che offrono al visitatore da maggio a ottobre, uno spettacolo unico.

 

 

Nel settore più grande sono ospitate le varietà che permettono di tracciare l”evoluzione della rosa dall”antichità ad oggi, suddivise tra “rose botaniche“, “rose antiche” e “rose moderne“.

Di particolare importanza la collezione di “rose botaniche” e “rose antiche”, la cui diffusione iniziò a declinare dopo l”inizio delle ibridazioni con le rose cinesi, importate a partire dagli inizi del XIX secolo, che diedero l”inizio alle numerosissime varietà delle “rose moderne”.

Nella seconda sezione, più piccola, vengono ospitate le nuove varietà di rose appena create, inviate qui da tutto il mondo, dall”Estremo Oriente sino al Sud Africa, dalla Vecchia Europa sino alla Nuova Zelanda, passando per le Americhe. Queste nuove creazioni dopo una permanenza di due anni partecipano al concorso internazionale “Premio Roma” per nuove varietà che si svolge ogni anno nel mese di maggio. L”evento apre la stagione internazionale delle manifestazioni dedicate alla coltivazione di questo fiore ed è un avvenimento di grandissima importanza nel campo botanico.

 

 

Il Nonno è curioso di scoprire cosa si nasconde dietro la professione dell’ibrididatore o “ottenitore”. Per ottenere una nuova varietà occorrono almeno 5 anni di studio e di lavoro, raramente coronati da successo. Solo il 2-3 % delle varietà ottenute possono ritenersi “interessanti” e non è detto che trovino poi il favore dei mercati. Ma le difficoltà incominciano molto prima: solo 10-15 incroci su cinquanta possono produrre semi e solo un quarto di questi germinerà. Dato l’alto numero di varietà moderne esistenti- e molte di queste si somigliano-diventa sempre più difficile riuscire a far emergere dei caratteri di novità che riguardino il colore, la forma del fiore e la rifiorenza. Oggi la ricerca è sempre più orientata all’ottenimento e sviluppo di nuove forme (es. le Tappezzanti e le Arbustive da Parco), ad esaltare il profumo intenso o a far emergere quei caratteri “invisibili” come la resistenza alle malattie e alle avversità climatiche.

Il Nonno si lascia incantare dai colori ma anche dai profumi indescrivibili e riempie le sue ampolle di tanta bellezza.

 

 

Il nostro mago di delizie sa bene cosa vuol dire miscelare nuovi sapori riuscendo a soddisfare i palati di tutti. Eppure sembra ottenere sempre dei risultati interessanti, che ne dite?

 

Al prossimo viaggio!

Manuela Piccioni Eleonora Ciambellotti