Il Nonno Pasticciere colto in castagna ;)


Il Nonno Pasticciere colto in castagna ;)

Come ogni anno, la Tuscia ospita le feste della castagna e il nostro Nonno Pasticciere, curioso, ritorna nel cuore dei monti Cimini per una passeggiata tra i boschi, accompagnato dal sole di un ottobre anomalo, quali ispirazioni avrà trovato per la sua dolce cucina?

Prima di intraprendere questo nuovo viaggio, il nostro mago di delizie da bravo maestro si era già informato sulla storia, i benefici e gli usi di questo frutto. E ora lo sveleremo anche a voi, amici 😛

Le castagne sono il frutto del castagno (Castanea sativa), “consumate” dall”uomo da tempo ormai immemorabile. In Europa ne parlò per primo Senofonte, nel IV secolo a.C. definendo il castagno come albero del pane. In seguito Marziale, nel I secolo a.C., e poi Virgilio descrissero il consumo e la coltivazione delle castagne. Per moltissimo tempo le castagne hanno svolto un ruolo molto importante nell’alimentazione umana, ma il primo forte impulso alla coltivazione vera e propria si ebbe nel medioevo, grazie alla contessa Matilde di Canossa. Nel diciottesimo secolo in Francia si preparavano dolci a base di castagne: i marrons glacés e un preparato simile al cioccolato.

La forma dei frutti dipende, oltre che dalla varietà delle castagne, anche dal numero e dalla posizione che essi occupano all”interno del riccio: emisferica per i frutti laterali e schiacciata per quello centrale; i frutti vuoti, abortiti, di forma appiattita sono detti guscioni.

Rispetto alla frutta fresca, l’apporto calorico delle castagne fresche (213 kcal circa per 100 g) è superiore, inoltre le castagne contengono anche proteine vegetali, sali minerali, vitamine idrosolubili (compresa la C, ben 43 mg per 100 g), mentre sono praticamente prive di vitamina A.

Il Nonno si è proprio ambientato e mentre prepara tovaglia e prelibatezze per una colazione all’ombra del castagno, pensa alla sua prossima ricetta.

La castagna può essere utilizzata nella preparazione di varie pietanze. Possono essere consumate direttamente, bollite in acqua e sale (ballotte), per la preparazione di dolci, marmellate, confetture. Dalle castagne secche si ottiene la farina con cui si prepara il castagnaccio.

Ma quando si parla di castagna, la nostra mente non può far a meno di pensare all’inconfondibile profumo di caldarroste…cotte solitamente in padelle forate. Nella testa, al solo ricordo delle “bruciate”, gli risuona questa filastrocca:

“La castagna rotondetta
nella teglia buchettata
danza, salta, piroetta,
con la bocca spalancata.
Fa versacci a più non posso
perché il fuoco ch’è vicino,
che le arriva quasi addosso,
la solletica un pochino.
Le s’inchina la testina,
ed il cuore le si dora
come un cuor di pratolina.
L’aria, intorno, odora, odora”.

Anche il Nonno catturato dallo stesso profumo, si dirige verso le vie del paese… Passeggia  nei piccoli borghi medioevali, tra musicisti, cortei storici e… cartocci di caldarroste :D. Il Nonno non può resistere a questo dolce richiamo 😉


E voi, cosa preparereste con questo frutto particolare? Via alla fantasia…il Nonno è in cerca di suggerimenti 😛