Il “mal d’africa” è una malattia ormai accertata, almeno per il Nonno Pasticciere. Dialogare con la propria anima, riscoprire i sapori più atavici e grazie a questi ricominciare a creare…questo è il “processo” preferito dal nostro esploratore di delizie! E non esiste terreno più fertile del continente nero, dei suoi colori così netti, delle sue tribù, di quelle tradizioni primitive che risvegliano in lui istinti primordiali…culinari, s’intende 😉
Durante i preparativi per questo nuovo viaggio, il Nonno aveva nella testa e nel cuore le serate nei villaggi dell’Africa, in cui capita spesso di sedersi intorno al fuoco a chiacchierare. Mentre gli anziani raccontano storie antiche, le lingue di fuoco salgono dai ceppi accesi e portano in cielo le faville: le Marawi...come le chiamano laggiù…le Marawi che danno il nome alla meta di questa tappa del mercoledì…il Malawi appunto!

 

 

Tutta l”Africa sub-sahariana è un continuo falò, specie quando è il tempo di preparare le culture in attesa dell”indispensabile pioggia che rende fertili i campi e questo Paese non fa eccezione. Per questo anticamente, erano così importanti i “santuari della pioggia” sparsi su tutto il territorio dove si andava a offrire preghiere e sacrifici di animali in tempo di siccità. In Malawi c”è anche il grande lago, poi, che con i riverberi del sole si riempie di “stelle” o di “lingue di fuoco”: forse anche questi fenomeni naturali hanno suggerito agli antichi abitanti della zona di scegliere questo nome poetico, rifiutando la denominazione dei colonizzatori inglesi che l”avevano chiamata Nyasaland, la terra del lago, i malawiani in occasione dell”indipendenza del 1964, hanno voluto farsi un augurio: ritornare agli antichi splendori del passato impero, riadottando l’antico nome.

 

 

Cambi di bandiere, di simboli, di nomi, il Malawi è da sempre molto attento alla cultura della sua terra, a come si manifesta, a come si comunica e soprattutto a come si “cucina” 😉 Ecco perché il Nonno ha deciso di volare fin qua…perché d’ora in poi siamo sicuri che le sue colazioni faranno davvero scintille! 😛

Durante i suoi giri lungo le strade dei villaggi ha incontrato piccoli amici, intenti a consumare il primo pasto giornaliero…la campanella della scuola sta per suonare, muoviamoci!

C’è Emily che vive con la nonna Ethel alla periferia di Lilongwe, la capitale del Malawi. La nonna lavora in casa di un”altra famiglia, facendo pulizie, cucinando e curandone i figli. Qui, Emily mangia una particolare polenta chiamata phala con farina di soia e arachidi, frittelle di farina di mais, cipolle, aglio e peperoncini, insieme a patate dolci bollite e zucca; e un succo rosso scuro a base di fiori di ibisco essiccati e zucchero. Ogni tanto beve tè nero dolce, una bevanda comune per i bambini del Malawi.

 

 

E poi ancora Phillip e la sua gemella, Shelleen, che iniziano la loro giornata con un dolce, una torta di pane di mais detto chikondamoyo, che la nonna, cuoce in una pentola di alluminio sul fuoco. La colazione per i gemelli e i loro fratelli più grandi comprende anche patate lesse e tè nero con un cucchiaio o due di zucchero.

 

Com’è diversa dalle colazioni che le nostre mamme preparano per i loro cuccioli! Chissà cosa diventeranno da grandi, chissà cosa sogneranno nelle sere intorno al fuoco, in questo paese senza mare…chissà se mentre addentano la torta di pane di mais, accendono nel loro cuore la “scintilla” della curiosità e del futuro…

Secondo voi mamme, i vostri figli, a cosa pensano mentre fanno colazione? Le vedete le loro scintille? …forse una fetta di torta al limone Pattìni aiuterebbe :P.

 

 

Manuela Piccioni Eleonora Ciambellotti