Il recupero dei giochi tradizionali, rappresenta la riscoperta della propria storia, delle proprie origini e del senso di appartenenza. Il Nonno Pasticciere, che di tradizioni se ne intende, anche oggi riempirà il suo zaino di un nuovo viaggio nel mondo dei giochi. Date un’occhiata a questo quadro che vi riporterà indietro nel tempo!

 

                                             Castello Estense di Ferrara – Sebastiano Filippi (Bastianino)
                                                     “Il gioco della trottola” Saletta dei Giochi – XVI sec.

 

Oggi parleremo proprio del gioco della trottola, conosciuto in tutto il mondo fin dai tempi antichi.
La trottola, solitamente fatta di legno duro, è a forma di cono con una punta di ferro ad una estremità che viene fatta girare tirando con forza un filo avvolto intorno ad essa.

 

 

                                                                              molisiamo.it

 

Del gioco della trottola, chiamata dai greci Paleo o Turbo, si ha notizia anche nell”Iliade, dove Omero usa proprio la figura della trottola per descrivere il roteare di una pietra lanciata da Aiace.
Antecedentemente, di sicuro gli Egizi conoscevano questo strumento di gioco, ed in particolare una trottola in legno di cisto, fu ritrovata in una tomba presso il sito di Kemada, a Menfi. Tale ritrovamento è databile all”Antico Regno (2600-2200 a.C.).
Si pensa che comunque il gioco sia di molto antecedente: ancora oggi, soprattutto tra le popolazioni indigene di Asia e Africa è in uso tra i bambini utilizzare ghiande o altre trottole rudimentali in legno per giocare.
Numerose sono le citazioni di questo gioco nella letteratura, da Virgilio a Catone, da Dante a Torquato Tasso, da Boccaccio a Rabelais. Nella storia dell”arte, primo fra tutti a raccontare in immagini il gioco della trottola è stato Pieter Bruegel il Vecchio che lo raffigura sia ne “I Giochi dei Giovani” sia ne “La Battaglia fra Carnevale e Quaresima”, entrambi conservati a Vienna, al Kunsthistorisches Museum.
In Giappone è diffusa la produzione artigianale di questo giocattolo. Molti artigiani di questo paese  creano trottole “partorienti”, ovvero che ne liberano altre più piccole durante il loro giro.

 

 

Nel Borneo e nella Nuova Guinea dopo la semina i contadini fanno girare le trottole per stimolare la crescita dei germogli.
In Italia, e precisamente a Montedoro in Sicilia esiste un monumento dedicato alla trottola, segno evidente
dell’importanza di questo gioco nella tradizione popolare.

 

                                                                               www.figest.it

 

Il filo conduttore di questo post è proprio la tradizione, per questo non potevamo salutarvi se non con un video dove un abile artigiano realizza una trottola con il tornio.

 

 

Al prossimo viaggio nel mondo dei giochi!

Fonti:

giochipopolari.it
Cortebergamo.it

                                                                                                                         Manuela Piccioni