Dopo tanti e tanti viaggi intorno al mondo, il Nonno Pasticciere ha finalmente imparato a seguire le rotte giuste 🙂 Vi ricordate l’anno scorso durante le vacanze di Pasqua? Il suo obiettivo era sempre Rapa Nui (l’Isola di Pasqua), ma nel raggiungerla si era perso, girovagando tra le colazioni pasquali di molti Paesi.

 

 

Questa volta però ce l’ha fatta: è atterrato direttamente all’ombra dei Moai, i grandi giganti che lì, vi fanno da padroni. Sull”isola ne esistono solamente 638 secondo le ricerche condotte da Sebastian Englert e nonostante i numerosi studi a riguardo, ancora non è chiaro il loro “scopo”. Secondo alcuni le statue rappresenterebbero capi tribù indigeni morti, mentre secondo la credenza popolare sarebbero i mediatori utili ai vivi per “prendere contatto” con il mondo dei morti.

 

 

Ma secondo il Nonno Pasticciere essi hanno tutt’altra funzione…seguitelo per capire quale 🙂

Ormai lo conoscete, il nostro protagonista è sempre in cerca di ispirazioni culinarie…e in questo periodo quale posto migliore di questo per lasciarsi travolgere da nuove sollecitazioni?

L’Isola di Pasqua, letteralmente “grande isola/roccia”, è un”isola dell”Oceano Pacifico meridionale appartenente al Cile, composta da quattro vulcani: Poike, Rano Kau, Rano Raraku e Terevaka. Insieme alle sue isole minori, come Motu Nui e Motu Iti, l’Isola di Pasqua è la sommità di un grande cono vulcanico che si erge dal fondo oceanico da una profondità di più di 2.000 metri. Questa montagna è parte della cresta Sala y Gómez, una catena montuosa per lo più sottomarina con dozzine di picchi.

Il Nonno Pasticciere è tutto un “terremoto” sperso in questo magnifico paesaggio!!

 

 

…e chissà cosa non “scaturirà” dalla cucina 😉 A dire il vero, l’Isola di Pasqua non presenta grandi tradizioni culinarie, la maggior parte del cibo viene importato! Comunque i piatti tipici sono il Curanto, uno stufato cileno di “mari e monti” a base di molluschi, pollo e maiale, e il Tunu Ahi, pesce cotto sulla pietra rovente. Tonno e aragosta sono le due tipologie di pesce più diffuse, ma anche le piovre attirano numerosi curiosi 🙂

 

Fonte: www.taringa.net

 

Mais, zucca, patate e tantissima frutta tropicale sono gli ingredienti principali di tutte le giornate degli abitanti dell’Isola di Pasqua, che non hanno una vera e propria “colazione tipica”, ma si “adattano” alle abitudini “continentali”. Mmmm il Nonno Pasticciere qua ha terreno veramente fertile, può lasciar correre tutta la sua fervida fantasia e creare combinazioni di dolci mai provate prima!
Comuqnue, a giro per il Paese hanno consigliato al nostro “turista” di assaggiate anche alcuni piatti tipici come la cazuela (zuppa al pollo e al mais), l”ajiaco (spezzatino di manzo speziato), il pastel de choclo (carne macinata alle cipolle e all”uvetta gratinata al forno).
E ancora panini e insalate insaporite da pomodoro, avocado e coriandolo, il tutto accompagnato da vini cileni, birra o pisco, liquore di uva con l”aggiunta di limone e zucchero.

 

 

E per i più “difficili”, non mancano le empanadas…famosissime quelle col tonno.
Ma i dolci? Beh, oltre a quelli di tradizione cilena o andina non se ne trovano molti…ed è per quetso che il Nonno Pasticciere ha portato con sé le sue morbide creazioni…guardate a chi le fa testare???

 

 

Ecco a cosa servivano questi giganti di pietra!! …a far da “giudici” alle ricette del Nonno…quale sceglieranno secondo voi?

 

Alla prossima!

                                                                                                Manuela Piccioni Eleonora Ciambellotti