Ci siamo. Il Nonno Pasticciere ha deciso che questo sarà l”ultimo viaggio a colazione prima di staccare la spina (del forno e dei pensieri) e godersi il meritato riposo in “incognito”. Ormai lo conoscono tutti in giro per il mondo…ma forse qualche soluzione per la sua voglia di anonimato la può trovare…
Ad esempio, non sarebbe affatto male, ” inabissarsi” da qualche parte, soprattutto se gli spettacoli che si ritrovano sono così belli…

Siamo in Brasile nel parco marino di Abrolhos, che letteralmente, significa “aprire gli occhi”. E in effetti, quando si arriva nell’arcipelago di Abrolhos, nel sud della Bahia, c’è da rimanere stupefatti dalla magia e dal senso di pace che si respira in queste isole.

Fonte:www.marinetechnologynews.com

L’arcipelago, il primo parco marino del Brasile, creato nel 1983, riunisce 5 isole: Redonda, Siriba, Santa Barbara, Guarita, Sueste.. Il suo reef di coralli è considerato fra i più belli e rari di tutta l´America del Sud. In questi mari, solcati da Charles Darwin nel 1832, troviamo più di 160 specie di pesci, che attraggono tantissimi uccelli e tartarughe marine.
Davvero un incanto!

Tra la flora troviamo i “chapeiroes” colonne di coralli isolate, così soprannominate per la loro somiglianza alle cappelle dei funghi, capaci di crescere fino a 20 metri d”altezza e 50 di diametro.

Fonte:blogviagenstur.com.br

Chi conosce le acque che circondano le isole si stupisce con la diversità di colori e specie marine che si possono vedere con grande nitidezza. In certi posti la visibilità nell”acqua arriva a 20 metri di profondità tra i mesi di dicembre e marzo. Nelle cavità delle caverne dell”isola Siriba si possono vedere le moréias-verdes, i pesci-cofres, i pesci-frades ed i coloriti frades-reais. Anche gli uccelli sono presenti in tutte le isole.

Fonte:brazil-ecotravel.com

Ma Abrolhos è “famoso” per un “passaggio” particolare, quello delle balene Jubarte, che da luglio a novembre solcano queste acque, lasciandosi alle spalle le acque gelide dell”antartide. Queste balene sono dette anche balene cantanti perché, per conquistare la femmina, il maschio deve esibire le sue fantastiche qualità canore. Per vederle da vicino, ci si imbarca e ci si immerge nelle acque per nuotare con loro!
Conosciuta anche come la balena gobba, chiamata dai biologi Megaptera novaeangliae, quando una jubarte salta, rompendo la tranquillitá delle acque, é uno spettacolo impressionante. Elevando il suo corpo quasi completamente fuori dall’acqua, per alcuni secondi, sembra che voglia vincere la forza di gravità e decollare.

Vi ricordate il nostro biologo marino?
Prendete spunto da lui per cominciare al meglio il vostro “bagno” con le balene e tuffatevi in queste acque meravigliose e nella vostra estate 🙂

Fonte:www.territorioextremo.com.br

Ci rivediamo a settembre!
Buone vacanze con Pattíni

Manuela Piccioni Eleonora Ciambellotti